In memoria di Maestra Tecla

5 febbraio 2021

Preghiera comunitaria – Casa generalizia fsp

 

Canto: Un cuor solo e un’anima sola (n. 844)

 

Preghiera liberamente ispirata ai pensieri di Maestra Tecla sulla Trinità

Santissima Trinità, Tu sei la mia famiglia.

Penso sovente che sei in me, Santissima Trinità. Rinnovo la fiducia in Te, Padre celeste, amo Te Figlio che sei venuto a salvarmi, confido nella tua grazia, Spirito Santo. Padre celeste mi sei sempre vicino, sei dentro di me, pensi a me e provvedi a tutti. Gesù sei con me, Spirito Santo tu mi santifichi.

 

Guardo il Tabernacolo e penso così: c’è Gesù.

E con Gesù c’è anche il Padre e lo Spirito Santo. C’è tutta la Trinità, c’è anche la Chiesa, ci sono i santi e i beati del Paradiso, gli apostoli, i confessori, i vergini. Gesù, Tu vivi in me con il Padre e lo Spirito Santo. Tu sei il capo, io un tuo membro.

 

Stare unita a Te, Maestro Divino.

Sei venuto sulla terra per fare la volontà del Padre. Io voglio fare la tua santa volontà, ciò che piace a Te, solo ciò che piace al Padre. La tua volontà o Signore, non la mia. Tutto e solo per Te.

 

O Santo Divino Spirito, dammi il tuo amore, i tuoi doni. Voglio lasciare che Tu lavori in me, non mettere impedimenti alla tua azione santificatrice. La santità! La voglio.

 

Vivi in me Trinità santissima!

Mio Dio, che io mi nasconda in Te, mi perda in Te, come la goccia nell’oceano. Maria Madre mia, aiutami Tu a vivere la vita Trinitaria. O Maria, dammi la tua fede e la tua umiltà.

 

Lettura dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6, 25-34)

Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.

 

Rit. Chi si fa piccolo come un bambino
       sarà il più grande nel regno dei cieli

 

Signore, non si esalta il mio cuore
né i miei occhi guardano in alto;

non vado cercando cose grandi
né meraviglie più alte di me. Rit.

Io invece resto quieto e sereno:
come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è in me l’anima mia. Rit.

Israele attenda il Signore,
da ora e per sempre. Rit.

 

G: Chiediamo alla Trinità il dono della beatificazione di Maestra Tecla e di assomigliare sempre più a lei, condividendo i suoi “amori”:

T: Santissima Trinità, ti ringraziamo per i doni singolari di luce, di grazia e di virtù concessi alla Venerabile sr Tecla Merlo, e per averla eletta e costituita madre sapiente e guida sicura delle Figlie di San Paolo. Per sua intercessione, concedici di vivere dei suoi grandi amori: Gesù Maestro, l’Eucaristia, la Chiesa, il Vangelo annunciato a tutti i popoli con gli strumenti della comunicazione sociale, fino al completo sacrificio.

Rit. Te lodiamo Trinità, per l’immensa tua bontà

 

Gesù Maestro

Attacchiamoci bene al Signore, lui è il Maestro che ci insegna, il Maestro che ci dà esempi di virtù, che ci dà la grazia di cui abbiamo bisogno ed è per questo motivo che il Primo Maestro ha voluto che vi chiamaste maestre. Perciò poniamo tutta la fiducia nel Divino Maestro che ci guida, ci aiuta, ci assiste, ci dà le grazie, che ci insegna. (CSAS 118.13) Rit.

 

L’Eucaristia

Quando riceviamo la comunione riceviamo Gesù. L’abbiamo questa fede? Quando andiamo a fare l’ora di adorazione andiamo davanti a Gesù. Quando ascoltiamo la messa è Gesù che si immola. All’elevazione possiamo dire: “Ecco il miracolo dell’amore di Dio, il miracolo della carità di Dio per noi!”. (CSAS 144.6) Rit.

 

La Chiesa

Non ringrazieremo mai abbastanza il Signore di averci fatto nascere nella Chiesa cattolica, in famiglie che ci hanno educate bene, in una nazione cattolica. Non si ringrazierà mai abbastanza il Signore di questo. Quindi dobbiamo essere riconoscenti al Signore e cercare con la preghiera di donare anche agli altri un poco dei tesori che abbiamo noi. (CSAS 144.2) Rit.

 

Il Vangelo

Leggiamo il Vangelo e prendiamo gli esempi di Gesù. Noi diffondiamo il Vangelo, ma più di tutto dobbiamo praticarlo. Se lo pratichiamo, quando lo diamo agli altri, farà del bene. Vedete il Maestro Divino! Quest’anno che è l’anno dedicato al Divino Maestro, impariamo da Gesù, impariamo a praticare il Vangelo. Quando lo leggiamo, dobbiamo chiederci: “Io mi conformo agli esempi che il Divino Maestro ci dà; io mi comporto così?”. Facciamo un bell’esame di coscienza. Ricordiamo poi che Gesù, oltre l’esempio ci dà pure la grazia di poterlo imitare. (CSAS 18.14) Rit.

 

Tutti i popoli

Dobbiamo sentire nel nostro cuore i bisogni dell’umanità, dell’immensa Asia, della grande Africa, delle due Americhe, della promettente Oceania, della travagliata Europa… Ogni popolo, assieme alle buone qualità ha dei difetti e viceversa; nessuno venga disprezzato; amore e sempre amore: in esso troveremo le vie per operare il bene possibile. E’ alta sapienza e dimostra larghezza di vedute e gran cuore il saper comprendere tutti gli uomini e trasformare le loro qualità naturali in virtù. (VPC 52 e 124) Rit.

 

T: O Signore, se è nei disegni della tua divina sapienza, esalta questa Serva fedele, a gioia della Chiesa, a bene dell’umanità e concedici, per sua intercessione, quanto noi ti chiediamo. Amen.

 

Canto del Magnificat (n. 234)